LA MIA ANSIA HA L’ANSIA.

Dicono che dire “stai calma” ad una donna sia peggio di un’esplosione nucleare, ma credo che dire “stai calma” ad una persona ansiosa sia molto peggio. Anni prima non mi sarei definita una persona ansiosa, ma nell’ultimo periodo mi sto accorgendo di avere l’ansia per qualsiasi cosa e di aver sviluppato una sorta di repellenza nei confronti degli spazi aperti affollati. Le grandi città mi piacciono, per intenderci, ma quando mi trovo da sola in uno spazio pieno di gente sento l’esigenza urgente di nascondermi in un posto tranquillo, appartato. Non chiedetemi perché, ma è così. Ma la cosa peggiore è che mi viene l’ansia anche per eventi che io sono certa non potranno mai accadere, al punto tale che credo di avere ispirato l’autore delle vignette di Labadessa. (Chi lo conosce capirà).
Mi spiego. Interrogazioni che non potranno mai verificarsi oppure eventi straordinari tipo autocombustione del mondo e cazzate talmente grandi che potrei fare la sceneggiatrice del prossimo “The day after tomorrow”. Ma la cosa più buffa e allo stesso tempo più fastidiosa che possa accadere è la seguente (penso che sia capitata anche a voi almeno una volta). Arrivano le 15.00, orario universale di inizio dei compiti, apro un libro a caso tanto che me frega sono maturanda e devo studiare tutto, giunge il momento della ripetizione matta e disperatissima e il mio cervello si spegne. Blackout. Comincio a guardare video su YouTube a random e mi ripeto che tra 10 minuti mi metterò a studiare. E così quei 10 minuti diventano 20, 30, fino a che arriva sera e l’unica cosa che vorresti fare è simulare la morte di una medusa sulla spiaggia e sprofondare in un sonno assurdo, ma il tuo cervello inizia a cantare la sigla dei Puffi e a ricordare avvenimenti che non pensavi nemmeno fossero accaduti e tutto ciò continua fino all’una di notte e cominci a calcolare quante ore ti rimangono per dormire. Arrivano le 6 e piovono imprecazioni. Tutto normale. (Ok, ho divagato un po’ forse). Un altro tipo d’ansia è quello che ti coglie quando devi andare agli uffici pubblici oppure in qualsiasi altro luogo dove devi chiedere delle informazioni. La mia ansia più grande risiede nella mia grande capacità di fare figure di merda ovunque vada e di una sordità totale che compare totalmente a caso quando la gente mi sta spiegando delle procedure importanti da svolgere per il raggiungimento di un dato obiettivo. Come è possibile? Deve esserci una spiegazione a tutto ciò, vi prego, io so che ce l’avete. E l’ansia del supermercato, parliamone. Un esempio è la perdita della mamma tra le corsie del supermercato (perché parliamoci chiaro, i papà piuttosto di andare a fare la spesa si farebbero immolare sulla vetta del K2), oppure l’ansia che ti prende quando sei alla cassa e hai dimenticato quella cosina importante (facciamo ad esempio il pacco di assorbenti). In quel momento è subito amnesia. Io che mi perdo anche a casa mia, raggiungo dopo 20 minuti la fatidica corsia con il pacco formato famiglia correndo trionfante e tagliando il traguardo che manco alla maratona di New York. Arrivata a quel punto poso il prodotto con finta indifferenza, magari anche fischiettando anche se in verità sto morendo dentro.
Una vita così, allo sbando.

Alessia

Un pensiero riguardo “LA MIA ANSIA HA L’ANSIA.

  1. Io soffro di attacchi di panico, penso di poter capire ampiamente, visto che le rare volte che vado al cinema, se potessi, starei in piedi lungo il corridoio che porta alle poltroncine…ma soprassediamo!
    Esiste sicuramente un motivo che ci spinge a pensare qualcosa inmaniera così forte, da condizionarci anche fisicamente, ma non è detto che sia un evento così recente, facile da ricordare o direttamente riconducibile da essere riconosciuto…e poi chi mi assicura che una volta scoperta la causa, spariranno gli effetti?

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