How To Get Away With Murder

Vorrei parlare di questa serie tv. Anzi, facciamo così, chiamiamola direttamente capolavoro. Avevo iniziato a guardarla qualche settimana fa, avevo guardato i primi cinque episodi della prima stagione e ora mi ritrovo all’inizio della terza. Non avrei mai pensato di appassionarmi a questo genere di serie tv, solitamente le serie di questo genere sono tutte piuttosto scontate e dalle trame sempre uguali, ma siccome l’artefice di tutto questo è Shonda Rhimes, beh, allacciate le cinture di sicurezza e godetevi lo spettacolo, perché ciò che Shondona nazionale architetta con la sua diabolica mente è del tutto differente dalle vicende prevedibili delle serie thriller, drama o come si vogliano definire. La prima puntata inizia con l’omicidio di un uomo in cui sono coinvolti cinque studenti di legge alle prime armi, tra cui un ragazzo chiamato “lista d’attesa” (per diversi motivi che comprenderete in seguito) ammesso per un pelo al corso della cazzutissima signora Keating. Dopo una serie di intrecci e colpi di scena che porcalamiseraccia poco ci manca mi fanno schiattare di crepacuore, tutti si trovano in un rapporto di protezione reciproca. Ognuno copre le spalle dell’altro e Annalise Keating è la prima a farlo, sfoderando in molteplici situazioni la frase “a questo ci penso io”. Le capacità di Viola Davis e il suo talento sono smisurati e questo ruolo sembra completamente cucito su di lei, come se indossasse una seconda pelle. Perciò, voi popolo dello streaming seriale (per i più poveri) o neflixiani (ahimè, a me è appena scaduto), ascoltate le mie parole, guardate questa serie, accogliete a braccia aperte la sensazione di isteria e dipendenza allo stato puro ogni volta che succede qualcosa di inaspettato e non vedete l’ora di scoprire cosa succederà nell’episodio successivo, che vi porterà a guardare un altro episodio ancora e così fino ad arrivare a stagioni intere.

ASCOLTATEMI. ANNALISE KEATING VI STA CHIAMANDO.

Frasi ricorrenti di questi 18 anni

“Ciao tesoro, auguri eh! Allora, quanti sono? 16 mi pare, no”.
“Eh…no zio, sono 18.”
Silenzio imbarazzato.
“Ah.”

“Auguri! Allora oggi festa grande eh?”
“No, devo studiare per la simulazione di terza prova.”

“Auguri paciugo! Eri piccola così e ora sei una donna!”

“Auguri Ale! Allora, adesso patente eh?”
(Ripetuta ad libitum)

“Auguri Ale! Ti auguro una giornata di gioia e felicità nonostante lo studio.” (C’è chi mi capisce)

Grazie a tutti coloro che mi hanno fatto gli auguri, sinceri o meno che siano, grazie ai miei genitori che mi sopportano e supportano da 18 anni e che ancora danno la loro stessa vita per me, grazie a coloro che hanno fatto parte della mia infanzia e adesso sono da qualche parte a festeggiare i miei 18 anni, grazie alle persone del mio presente, grazie a chi c’è stato, a chi c’è sempre e a chi ci sarà.

Scleriamo tutti insieme

Già dal titolo la situazione non promette bene, lo so. Domani è l’ultimo giorno di vacanza e si dà il caso che io, maturanda maledetta, debba passare il giorno del mio diciottesimo compleanno a studiare, dato che la simulazione di terza prova si avvicina inesorabilmente. Faccio un appello a tutti quelli che conosco, smettetela di postare foto di libri e quaderni, ve prego, dateme tregua, ci penso già io a mettermi ansia postando foto di quaderni e libri #puntoal60conlasimpatia e mi fate sentire in colpa se non continuo a studiare fino all’alba del giorno dopo. Io non so cosa combinerò esattamente in questa terza prova, ho studiato pezzi di una materia di qua e pezzi di una materia di là e ora mi ritrovo con capitoli ancora da concludere e altre lacrime da versare su esercizi di chimica e fisica di cui, sinceramente, non ho capito una fava. Conto i giorni in cui farò questa benedetta simulazione e so che piangerò, oh sì, piangerò perché fondamentalmente mi ritroverò a scrivere che Hegel è un fisico inglese che ha scoperto l’elettrostatica e invece Newton era un autore di romanzi ambientati nel 1600. Voi capite che obiettivamente gna posso fa.

Ma concentriamoci sul fatto che domani compio 18 anni. Fino a pochi anni fa pensavo: “va beh, questa ancora non è una mia responsabilità, sono ancora troppo piccola.” e invece adesso mi ritrovo ad andare in giro come se mi avessero marchiato sulla fronte il numero 18 e la mia testa continua a gridarmi: “ora hai delle responsabilità ancora più grandi, sei adulta, dovrai rendere conto a te stessa di ciò che fai, non potrai attribuire a nessun’altro i tuoi errori!” e tutta una serie di frasi a cui io reagisco più o meno così:

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Insomma, è facile dire quando sei piccola “voglio diventare grande, voglio essere indipendente, nessuno mi dirà più come fare le cose” e invece NO! E’ proprio questo il momento in cui improvvisamente le tue facoltà mentali hanno un calo preoccupante e di colpo ti ritrovi ad avere il cervello di un bambino di due anni in un corpo adulto. Quindi, ora per favore qualcuno mi dica cosa devo fare. Datemi le istruzioni!

Scusate lo sclero, spero possiate comprendere il mio stato in questo momento, prego le persone a cui voglio bene di procedere con un TSO, così passa la paura eh.

Alessia

 

Benvenuto 2017!

Questo 2016, amici miei, è stato un anno emmerda, devo ammetterlo, ma dopotutto ogni anno ha la sua quantità di merda da sorreggere e da smaltire. Inoltre c’è stata una morìa non indifferente di artisti e letterati: David Bowie, Umberto Eco (‘tacci sua se me lo ritrovo alla maturità), Dario Fo’, Fidel Castro, George Michael che si è tirato sfiga con il suo Last Christmas e Carrie Fisher. Anche quest’anno ho passato momenti difficili, tra paranoie e un giramento di palle tale che la Bora in confronto è brezza marina, ma nonostante tutto ho avuto la fortuna di trascorrere quest’anno insieme alle persone che amo e senza le quali impazzirei del tutto. Ho partecipato a due concerti strepitosi, ho passato un Natale diverso da tutti gli altri con persone che mi hanno fatto comprendere la vera atmosfera del Natale che a causa della mancanza di alcune persone per me importanti avevo perso da un po’, persone che mi hanno fatto apprezzare la convivialità e le piccole cose della vita. Ho condiviso con loro paturnie, ansie, paranoie che una persona qualsiasi probabilmente non avrebbe sopportato neanche per un secondo. Il 2017 sarà per me l’anno della maturità (che ansia), dei 18, della patente (cominciate a recitare il rosario già da adesso) e dell’università. Sarà un anno impegnativo, ma tutte le tempeste e le sfide che la vita ci pone davanti possono essere superate a fianco delle persone che si amano. Per cui, non vi auguro di vivere una vita senza problemi, ma di vivere nonostante i problemi e di affrontarli con forza insieme a chi vi fa stare bene, vi auguro di trovare il tempo per coltivare i vostri interessi, vi auguro di capire chi sono le persone che resteranno nella nostra vita e chi si riveleranno solo delle meteore, vi auguro di trovare qualcuno che vi sappia apprezzare anche quando sarete vecchi e smunti con il sex appeal di una gallina da brodo, vi auguro di vivere la vostra vita pienamente e di trovare il coraggio per cambiare, per lo meno in parte, ciò che non vi piace.
Detto ciò, 2017, cerca di fare il bravo eh.

 

Alessia